KASIMIR MALEVICH
1878 -1935

LE ORIGINI

Kasimir Malevich, pittore russo del XX secolo (1878-1935), fu  un pioniere dell’astrattismo geometrico.
Fondò nel 1913 il movimento di avanguardia chiamato suprematismo.
Nella prima fase della sua carriera è influenzato da cubismo e futurismo, come dimostra il quadro “L’arrotino”.

L'arrotino

Kasimir Malevich, 'L'arrotino', 1912-13, Yale University Art Gallery, New Haven (CT)

Nel quadro emergono la scomposizione cubista delle forme, la moltiplicazione dell’immagine e il soggetto dell’uomo moderno che usa un mezzo meccanico tipiche del futurismo. Il movimento è l’elemento centrale di quest’opera, l’arrotino appare in movimento e così anche l’ambiente che lo circonda. Anche la scelta dei colori induce alla dinamicità l’osservatore non permettendo all’occhio di stare fermo.
L’origine russa di questo artista emerge dal suo forte interesse per le icone. Le sue opere rivelano un’affinità di linguaggio con queste espressioni artistiche della tradizione popolare attraverso richiami cromatici legati all’uso di colori vivaci, le forme essenziali e il profondo misticismo e simbolismo, anche se reinterpretati alla luce di un linguaggio completamente astratto.


IL SUPREMATISMO

A partire dal 1913 Malevich spinge l’astrazione al limite estremo dedicandosi alla pittura dei quadrati.
Nel 1915 insieme al poeta Majakovskij firma il manifesto del suprematismo (movimento di carattere astratto, si vuole la supremazia della sensibilità pura nelle arti figurative) che coinvolge arte e letteratura.
I suprematisti vogliono un’arte astratta, non oggettiva. Non vogliono riprodurre le apparenze ma l’essenza delle cose che si trova nella geometria. L’arte astratta non deve esprimere l’interiorità dell’artista né la sua soggettività ma è una suprema schematizzazione fatta di forme geometriche essenziali e semplici.
L’artista vuole arrivare alla purezza massima. L’arte deve esprimere idea di assoluto. Per questo bisogno si liberano dagli oggetti e rendono l’essenza suprema del reale.
A modo loro i suprematisti hanno una forte esigenza spirituale (in un’ottica laica). Sono convinti che la nuova arte proposta sia l’arte suprema, superiore a tutte le altre.

Il suprematismo ha tre fasi di sviluppo:

I FASE – quadrati neri periodo nero

Quadrato nero su sfondo bianco

Kasimir Malevich, 'Quadrato nero su sfondo bianco'

Il “quadrato nero”, realizzato tra il 1914 e il 1915 rappresenta la sua prima opera suprematista. In una lettera indirizzata al compositore Matiushin, Malevich afferma:  "Questo disegno avrà un’importanza enorme per la pittura. Rappresenta un quadrato nero, l'embrione di tutte le possibilità che nel loro sviluppo acquistano una forza sorprendente. E' il progenitore del cubo e della sfera, e la sua dissociazione apporterà un contributo culturale fondamentale alla pittura…."

II FASE - quadrati colorati

Quadrato rosso

Kasimir Malevich, 'quadrato rosso'

Autoritratto in due dimensioni

Kasimir Malevich, 'autoritratto in due dimensioni'

Durante questa fase le opere di Malevich si arricchiscono gradualmente di colori e di forme.

III FASE – quadrati bianchi

Quadrato nero su sfondo bianco

Kasimir Malevich, 'Quadrato bianco su sfondo bianco'

Afferma la totale semplificazione di forma e colore dipingendo forme bianche su fondi bianchi. In “Quadrato bianco su fondo bianco” i limiti della figura geometrica sono appena percettibili e si distinguono solo attraverso la linea sottile del perimetro. Malevich arriva al culmine espressivo.
Il cambiamento politici e sociale della Russia in seguito alla rivoluzione bolscevica del 1917, determina inizialmente per Malevich e altri artisti dell'avanguardia effetti positivi. Questi artisti vengono sostenuti dal governo sovietico e ottengono alti incarichi. Malevich si dedica in questo periodo all’insegnamento dell’arte e aderisce alla federazione degli artisti di sinistra.


GLI ULTIMI ANNI

Successivamente con il nuovo corso del regime sovietico basato su una politica più autoritaria, Malevich viene accusato di essere un soggettivista ed un sognatore in un momento storico in cui si affermava l’esigenza di un’arte concreta.
Nel 1930 Malevich viene interrogato e arrestato. In questi anni Malevich sogna di poter espatriare dalla Russia che tanto amava.
Negli ultimi anni della sua arte ritorna al figurativo. L’ultimo quadro è “l’uomo che corre”, simbolo di sé stesso che vuole evadere.

Uomo che corre

Kasimir Malevich, 'Uomo che corre'